Leonora Carrington, la surrealista che dipingeva l'alchimia
Dal Lancashire a Città del Messico: fiabe celtiche, Max Ernst, Remedios Varo e le cucine alchemiche nella pittura visionaria di Leonora Carrington.
Leonora Carrington nacque nel 1917 a Clayton Green, nel Lancashire, in una ricca famiglia di industriali tessili, e morì a Città del Messico nel 2011. In quasi un secolo di vita attraversò il Surrealismo parigino, la guerra, un drammatico ricovero in Spagna e l'esilio americano, costruendo un'opera in cui alchimia, mitologia celtica, tarocchi e religioni antiche si intrecciano in un mondo pittorico personalissimo.
Dalle fiabe irlandesi a Max Ernst
La madre, di origine irlandese, le raccontava leggende popolate di fate e del popolo dei Sidhe, che restarono una fonte costante della sua immaginazione. Ribelle alle convenzioni della sua classe, studiò pittura a Firenze e poi a Londra, nell'accademia di Amédée Ozenfant. Nel 1937 conobbe Max Ernst e lo seguì in Francia, dove entrò nel gruppo surrealista e visse con lui a Saint-Martin-d'Ardèche.
A questo periodo risale l'Autoritratto detto La locanda del cavallo dell'alba, oggi al Metropolitan Museum di New York. La pittrice siede in una stanza spoglia, rivolta verso lo spettatore, mentre una iena le si avvicina e un cavallo a dondolo bianco fluttua alle sue spalle; dalla finestra si vede un cavallo bianco correre libero. Il cavallo, che alcuni critici collegano alla dea celtica Epona, diventa un suo alter ego.
La guerra e la discesa
Con lo scoppio della guerra Ernst, cittadino tedesco, fu internato in Francia. Carrington fuggì in Spagna, dove nel 1940 subì un crollo psichico e fu ricoverata in una clinica di Santander. Raccontò in seguito l'esperienza nel libro Giù di sotto, una testimonianza in cui la crisi appare anche come viaggio iniziatico attraverso simboli e prove. Per lasciare l'Europa sposò il diplomatico messicano Renato Leduc e raggiunse New York, poi il Messico.
Il Messico, Remedios Varo e l'alchimia
In Messico Carrington trovò una comunità di esuli europei e strinse un'amicizia profonda con la pittrice spagnola Remedios Varo. Le due condividevano l'interesse per l'alchimia, la cabala, i tarocchi e gli insegnamenti di Georges Gurdjieff, e si scambiavano giochi, sogni e racconti. Nel 1946 Carrington sposò il fotografo ungherese Emérico Weisz, detto Chiki, e cominciò a dipingere le sue scene più celebri.
I suoi quadri sono popolati di cucine-laboratorio in cui donne e creature ibride si muovono attorno a calderoni misteriosi, di processioni rituali, di animali sacri e di uova cosmiche. La cucina diventa per lei il luogo di una trasformazione alchemica, un'opera femminile e domestica che sostituisce il laboratorio tradizionale. Tra il 1963 e il 1964 realizzò per il Museo Nazionale di Antropologia di Città del Messico il murale Il mondo magico dei Maya.
Carrington fu anche scrittrice di romanzi e racconti, tra cui La tromba acustica, pubblicato in inglese nel 1976, che mescola satira, ricerca del Graal e mitologia. Nel 2022 la Biennale di Venezia prese il titolo della sua esposizione centrale, Il latte dei sogni, da un suo libro di fiabe illustrate per bambini.
Il riconoscimento tardivo ha restituito a Carrington il posto che le spetta: quello di una delle più originali pittrici del Novecento. La sua opera mostra come l'immaginario esoterico, lungi dall'essere un repertorio del passato, potesse diventare nelle mani di un'artista moderna un linguaggio vivo, ironico e profondamente personale, capace di unire mito, autobiografia e ricerca spirituale.