Marchio registrato Studio Esoterico CornelioArte OccultaUn sito dello Studio Esoterico Cornelio

Il fantasma di Pepper: lo spettro di vetro dell'Ottocento

Henry Dircks, John Henry Pepper e il Natale del 1862: come una lastra di vetro portò i fantasmi sui palcoscenici vittoriani, sulla scia di Della Porta.

La sera del 24 dicembre 1862, alla Royal Polytechnic Institution di Londra, il pubblico assistette a una scena tratta da un racconto natalizio di Charles Dickens, The Haunted Man. Sul palco un attore in carne e ossa dialogava con uno spettro trasparente, che appariva, si muoveva e svaniva nel nulla. Nessuno in sala capiva come fosse possibile. Era nata un'illusione destinata a diventare celebre con il nome di fantasma di Pepper.

Un'idea antica

Il principio ottico su cui si basava era noto da secoli. Già Giovan Battista Della Porta, nella sua Magia naturalis, pubblicata a Napoli nel 1558 e ampliata nel 1589, descriveva come una lastra di vetro potesse mostrare immagini di oggetti nascosti, sovrapponendole a ciò che si vedeva attraverso di essa. Per Della Porta, come per molti autori del Rinascimento, la magia naturale comprendeva proprio questi segreti della natura, capaci di produrre meraviglia senza intervento di demoni.

Il vetro, infatti, è insieme trasparente e riflettente. Se si colloca una lastra inclinata tra il pubblico e la scena, e si illumina intensamente una figura nascosta in una buca davanti al palco, il suo riflesso appare sovrapposto alla scena, come un'immagine evanescente. Regolando la luce, la figura compare e scompare; spegnendola del tutto, svanisce.

Dircks, Pepper e la contesa

Nel 1858 un ingegnere di Liverpool, Henry Dircks, presentò un apparecchio basato su questo principio, che chiamò Dircksian Phantasmagoria. Il suo progetto, però, richiedeva di ricostruire i teatri e non trovò acquirenti. John Henry Pepper, chimico e divulgatore scientifico che dirigeva la Polytechnic, comprese come adattarlo a un palcoscenico esistente, inclinando la lastra e nascondendo l'attore-fantasma sotto il livello della scena.

I due depositarono insieme il brevetto nel 1863, ma la fama andò quasi tutta a Pepper, e il nome dell'illusione lo ricorda ancora. Dircks se ne lamentò pubblicamente nel libro The Ghost, pubblicato nello stesso anno. Intanto lo spettacolo veniva imitato nei teatri di mezza Europa e diventava un'attrazione dei music hall e delle fiere. A Parigi e in altre città nacquero drammi scritti apposta per sfruttare l'effetto, con spettri vendicatori, apparizioni di defunti e scheletri che si animavano accanto agli attori.

Fantasmi e spiritismo

Il successo del fantasma di Pepper coincise con la grande stagione dello spiritismo, nato negli Stati Uniti nel 1848 con le sorelle Fox e presto diffuso in Europa. Le sedute medianiche promettevano apparizioni di defunti, e gli illusionisti risposero mostrando che quelle stesse apparizioni potevano essere create con mezzi ottici. Pepper presentava la sua illusione come una lezione di scienza, ma il pubblico la viveva soprattutto come un brivido.

Il principio non è mai stato abbandonato. È stato usato nei teatri ottocenteschi per drammi di spettri, nelle attrazioni dei parchi di divertimento e, in versioni aggiornate, in molti spettacoli contemporanei che fanno apparire figure luminose sul palco. Dalla magia naturale di Della Porta al teatro vittoriano, il fantasma di Pepper ricorda come la storia delle apparizioni sceniche sia anche una storia dell'ottica e della sua capacità di ingannare lo sguardo.

Cinema e teatro

Il gabinetto del dottor Caligari e l'incubo espressionista

Scenografie dipinte, sonnambulismo e follia: storia e significato del film di Robert Wiene del 1920, manifesto del cinema espressionista tedesco.

Cinema e teatro

Häxan di Benjamin Christensen: la stregoneria attraverso i secoli

Il film-saggio danese-svedese del 1922 che ricostruì la caccia alle streghe tra incisioni, Malleus Maleficarum e psichiatria: storia di un'opera unica.

Architettura e scultura

Il mosaico di Otranto: Alessandro, re Artù e l'albero della vita

Tra il 1163 e il 1165 il monaco Pantaleone ricoprì il pavimento della cattedrale di Otranto con un mosaico enciclopedico: storia e figure.