Marchio registrato Studio Esoterico CornelioArte OccultaUn sito dello Studio Esoterico Cornelio

Dracula di Bram Stoker: il vampiro tra folclore e occultismo vittoriano

Il conte Dracula, la Scholomance, Van Helsing e le superstizioni transilvane: le fonti storiche e folcloriche del romanzo di Bram Stoker del 1897.

Nel maggio del 1897 l'editore londinese Archibald Constable pubblicò Dracula, romanzo dell'irlandese Bram Stoker, allora direttore amministrativo del Lyceum Theatre e stretto collaboratore dell'attore Henry Irving. Il libro è costruito come una raccolta di diari, lettere, telegrammi e ritagli di giornale, e racconta il tentativo di un nobile transilvano di trasferirsi in Inghilterra per diffondere la propria maledizione.

Un nome preso dalla storia

Le note di lavoro di Stoker, conservate oggi a Filadelfia, mostrano che il personaggio si chiamava inizialmente Conte Wampyr. Il nome Dracula venne dalla lettura di un libro di William Wilkinson sui principati di Valacchia e Moldavia, pubblicato nel 1820, dove si spiegava che nella lingua valacca la parola significava diavolo. Era il soprannome di Vlad III, principe di Valacchia nel Quattrocento, famoso per la crudeltà verso i nemici.

È discusso quanto Stoker sapesse davvero di Vlad, detto in seguito l'Impalatore. Nel romanzo il conte rievoca con orgoglio le battaglie dei suoi antenati contro i turchi, ma non vi sono riferimenti espliciti agli impalamenti. Il legame stretto tra il vampiro e il principe storico è stato sviluppato soprattutto dalla critica e dal turismo del Novecento.

Superstizioni transilvane

Per l'ambientazione Stoker si servì di guide di viaggio e studi etnografici, in particolare degli scritti di Emily Gerard, che aveva vissuto in Transilvania e nel 1885 aveva pubblicato un saggio sulle superstizioni locali. Da lei deriva l'idea della Scholomance, una scuola segreta tra le montagne dove, secondo la leggenda, il diavolo in persona istruiva gli allievi nell'arte della magia. Van Helsing afferma che i Dracula vi avevano studiato.

Dal folclore europeo provengono anche i mezzi di difesa descritti nel libro: l'aglio, il crocifisso, l'ostia consacrata, il paletto. Il romanzo fissò inoltre altri tratti destinati a diventare canonici, come l'assenza di riflesso negli specchi e l'impossibilità di entrare in una casa senza invito. Al suo arrivo nel castello, Jonathan Harker viene accolto con una frase celebre: «Entrate liberamente e di vostra volontà».

Stoker e la Golden Dawn

Si legge spesso che Stoker fosse membro dell'Ordine Ermetico della Golden Dawn. Non esistono però documenti che lo provino, e il suo nome non risulta negli elenchi conosciuti degli iniziati. È vero invece che nel suo ambiente londinese circolavano persone legate all'occultismo, e che l'interesse vittoriano per lo spiritismo, l'ipnosi e le malattie della mente lascia tracce evidenti nel romanzo.

Il dottor Seward dirige un manicomio e osserva il paziente Renfield, che mangia insetti per assorbirne la vita; Van Helsing parla di ipnotismo e cita le ricerche di Jean-Martin Charcot. Mina Harker, legata al conte da un vincolo telepatico, viene ipnotizzata per scoprire dove egli si trovi. Scienza moderna e antiche credenze lavorano insieme contro il vampiro.

Dracula non ebbe all'inizio un successo straordinario, ma il cinema ne fece un mito mondiale, a partire dal Nosferatu di Murnau del 1922 e dal film con Bela Lugosi del 1931. Il romanzo resta un documento affascinante dell'epoca vittoriana, in cui le paure più antiche venivano raccontate con gli strumenti della modernità: il treno, il fonografo, la macchina da scrivere.

Letteratura

Le nozze chimiche di Christian Rosenkreutz: il romanzo alchemico del 1616

Sette giorni, un castello, una coppia regale che muore e risorge: le Nozze chimiche attribuite a Johann Valentin Andreae e il mito dei Rosacroce.

Letteratura

Il ritratto di Dorian Gray: Oscar Wilde e il patto con l'immagine

Un ritratto che invecchia al posto del suo modello: il romanzo di Oscar Wilde del 1890-1891 tra estetismo, mito faustiano e il libro velenoso.

Cinema e teatro

Jean-Eugène Robert-Houdin, l'orologiaio che inventò il mago moderno

Automi, seconda vista e la missione in Algeria del 1856: la vita del prestigiatore di Blois che portò la magia dai baracconi ai salotti eleganti.