L'apprendista stregone di Dukas, da Luciano a Goethe
Una scopa che porta acqua e non si ferma più: le origini antiche dell'Apprendista stregone, dal racconto di Luciano alla ballata di Goethe e a Dukas.
Pochi brani orchestrali raccontano una storia con tanta chiarezza come L'Apprenti sorcier di Paul Dukas. Composto nel 1897 e diretto dall'autore il 18 maggio di quell'anno a Parigi, alla Société nationale de musique, il «scherzo sinfonico» trasformò in musica una ballata di Goethe. La vicenda però è molto più antica: risale a un autore greco del II secolo d.C. e attraversa diciassette secoli prima di approdare, nel Novecento, sullo schermo cinematografico.
Il racconto di Luciano di Samosata
La fonte più antica è il Philopseudes, l'Amante delle menzogne, un dialogo satirico di Luciano di Samosata. In esso un gruppo di uomini colti si scambia racconti di prodigi, e uno di loro, Eucrate, narra di aver viaggiato in Egitto con Pancrate, un sapiente di Menfi. Pancrate, secondo il racconto, sapeva trasformare un pestello o una scopa in un servitore, che portava l'acqua e svolgeva le faccende di casa.
Un giorno Eucrate, che aveva udito di nascosto la formula, provò a ripetere il prodigio, ma non sapeva come interromperlo. Il pestello continuò a portare acqua finché la casa si allagò. Disperato, Eucrate lo spaccò in due con un'ascia, e le due metà presero entrambe a portare acqua. Solo il ritorno di Pancrate pose fine al disastro. Luciano, scettico verso le superstizioni, usa la storia per ironizzare sulla credulità dei suoi personaggi.
La ballata di Goethe
Nel 1797, l'anno che in Germania viene ricordato come l'anno delle ballate per la produzione di Goethe e Schiller, Goethe scrisse Der Zauberlehrling, l'apprendista stregone. Riprende fedelmente la trama di Luciano, ma la sposta in un ambiente europeo e ne fa una vicenda tra un vecchio maestro e il suo allievo impaziente. La scopa porta secchi d'acqua, l'apprendista dimentica la parola per fermarla, la spacca con l'accetta e i pezzi si moltiplicano.
Alla fine il maestro rientra e con poche parole riporta l'ordine, ricordando che gli spiriti devono essere evocati solo da chi sa governarli. La ballata divenne in Germania quasi un proverbio, citata ogni volta che qualcuno scatena forze che non sa più controllare, e il suo significato fu esteso alla politica, alla tecnica e alla scienza.
Il poema sinfonico di Dukas
Dukas segue la ballata passo per passo. Un'introduzione misteriosa descrive il laboratorio dello stregone e la sua magia; poi l'apprendista pronuncia l'incantesimo e la scopa si mette in moto, descritta da un tema saltellante affidato ai fagotti. La musica cresce a ondate sempre più agitate, finché un colpo secco dell'orchestra rappresenta l'accetta che spezza la scopa. Dopo un breve silenzio i frammenti riprendono vita, raddoppiati.
Al culmine del caos, gli ottoni annunciano il ritorno del maestro, e il brano si richiude con l'atmosfera dell'inizio. Dukas fu un autore severissimo con sé stesso e distrusse molte sue composizioni, ma questa rimase la più celebre. Insegnò a lungo al Conservatorio di Parigi, dove tra i suoi allievi ebbe Olivier Messiaen.
Nel 1940 Walt Disney scelse L'apprendista stregone per il film Fantasia, con Topolino nel ruolo dell'apprendista e la direzione di Leopold Stokowski. Da allora per milioni di persone la scopa di Luciano ha la forma di un cartone animato, e la musica di Dukas è diventata l'immagine sonora della magia che sfugge di mano.