Una notte sul Monte Calvo: il sabba delle streghe di Musorgskij
Scritta nel 1867 per la notte di San Giovanni, mai eseguita in vita dall'autore: la storia di Una notte sul Monte Calvo e delle sue molte versioni.
Modest Petrovič Musorgskij terminò la prima versione di questo brano il 23 giugno 1867, vigilia di San Giovanni, la stessa notte in cui la musica è ambientata. Il titolo originale era Notte di San Giovanni sul Monte Calvo, e il soggetto un raduno di streghe e spiriti maligni attorno al dio delle tenebre. Musorgskij ne era orgoglioso e la considerava un'opera profondamente russa. Non la sentì mai eseguita: il brano che oggi tutti conoscono è in gran parte un rifacimento realizzato dopo la sua morte.
La notte di San Giovanni e il monte delle streghe
Nelle tradizioni popolari slave, come in molte altre regioni d'Europa, la notte tra il 23 e il 24 giugno era considerata un momento in cui il confine tra il mondo visibile e quello degli spiriti si assottigliava. Si credeva che le streghe si radunassero su alture isolate per celebrare i loro riti. Il nome Lysaja gora, monte calvo, indicava diverse colline senza alberi, la più nota delle quali si trova nei pressi di Kiev.
Musorgskij conosceva questa tradizione anche attraverso la letteratura. Nikolaj Gogol' aveva raccolto leggende ucraine nelle Veglie alla fattoria presso Dikan'ka, pubblicate tra il 1831 e il 1832, che comprendono un racconto intitolato La vigilia di San Giovanni. Il compositore parlò anche di un dramma sulle streghe a cui aveva pensato di collaborare, ma il progetto non si realizzò.
Un brano rifiutato e più volte riscritto
Musorgskij sottopose la partitura a Milij Balakirev, guida del gruppo di compositori noto come i Cinque, che la criticò duramente. Il brano non fu eseguito. Negli anni seguenti Musorgskij ne riutilizzò il materiale in altri progetti: prima nell'opera-balletto collettiva Mlada, mai portata a termine, poi nella Fiera di Soročincy, dove la musica accompagna il sogno di un giovane contadino e include un coro e un finale con le campane di una chiesa.
Alla morte di Musorgskij, nel 1881, l'amico Nikolaj Rimskij-Korsakov si incaricò di sistemare e pubblicare le sue opere incompiute. Partendo dalla versione con il sogno, realizzò un poema sinfonico autonomo, con un'orchestrazione brillante e una conclusione serena all'alba, che fu presentato a San Pietroburgo nel 1886. La versione originale del 1867, più aspra e senza il finale consolatorio, fu riscoperta e pubblicata soltanto nel Novecento.
Dal sabba alla sala cinematografica
La versione di Rimskij-Korsakov segue un programma preciso: voci sotterranee, apparizione degli spiriti delle tenebre, glorificazione del dio oscuro, sabba frenetico. Poi il suono lontano di una campana di villaggio disperde le creature notturne, e un clarinetto e un flauto descrivono il sorgere del giorno. È la struttura narrativa che il pubblico ricorda.
Nel 1940 Walt Disney inserì il brano nel film Fantasia, in un arrangiamento di Leopold Stokowski, raffigurando il dio delle tenebre come un enorme demone alato in cima a un monte. La sequenza si chiude con una processione di fedeli sulle note dell'Ave Maria di Schubert, opponendo luce e oscurità.
Una notte sul Monte Calvo resta un caso esemplare di come una leggenda popolare possa diventare musica e poi immagine collettiva. Ciò che ascoltiamo oggi è però il frutto di più mani, e chi vuole conoscere la visione originale di Musorgskij deve cercare la versione del 1867. Oggi entrambe le versioni sono incise e vengono eseguite in concerto.