Marchio registrato Studio Esoterico CornelioArte OccultaUn sito dello Studio Esoterico Cornelio

Péladan e i Salon della Rose+Croix: quando l'arte divenne iniziazione

Il Sâr Péladan, l'ordine della Rosa-Croce cattolica, le regole dei Salon del 1892-1897, Khnopff, Delville, Hodler e le musiche di Erik Satie.

Nel marzo del 1892 i parigini che entravano nella galleria Durand-Ruel venivano accolti da musiche composte per l'occasione da Erik Satie. Era il primo Salon de la Rose+Croix, voluto dallo scrittore Joséphin Péladan, che si faceva chiamare Sâr, un titolo di origine mesopotamica che rivendicava per sé. Per sei edizioni, fino al 1897, quelle mostre furono la vetrina più vistosa dell'arte idealista e mistica di fine secolo.

Il Sâr e i rosacroce

Péladan nacque a Lione nel 1858 in una famiglia cattolica fervente e si fece conoscere nel 1884 con il romanzo Il vizio supremo, primo di un lungo ciclo dedicato alla decadenza latina. Nel 1888 partecipò con Stanislas de Guaita e Papus alla fondazione dell'Ordine cabalistico della Rosa-Croce, ma ne uscì presto per divergenze dottrinali. Nel 1891 fondò un proprio ordine, la Rosa-Croce cattolica ed estetica del Tempio e del Graal, con lo scopo di restaurare il culto dell'ideale nell'arte.

Le regole del Salon

Il regolamento del Salon era rigoroso e programmatico. Erano esclusi la pittura di storia contemporanea, i soggetti militari e patriottici, le scene di vita moderna, i ritratti non stilizzati, le nature morte e gran parte del paesaggio. Erano invece benvenuti il mito, la leggenda, l'allegoria, il sogno e i soggetti cattolici e mistici. Per scelta di Péladan, inoltre, le donne non potevano esporre, una regola che rivela i limiti del suo idealismo. Le opere dovevano rispondere a un solo criterio: la bellezza intesa come riflesso del divino.

Il manifesto della prima edizione fu disegnato dallo svizzero Carlos Schwabe e mostra una giovane vestita di bianco che sale una scala verso la luce, lasciandosi alle spalle una figura immersa in un'acqua torbida. L'immagine riassumeva il programma: l'arte come ascesa spirituale, la materia come peso da superare, il pittore come guida dell'anima verso l'alto. Schwabe fu anche espositore, e le sue illustrazioni per I fiori del male di Baudelaire, pubblicate nel 1900, ne prolungarono il clima.

Gli artisti della Rosa-Croce

Alle mostre parteciparono pittori di diversi paesi. Il belga Fernand Khnopff espose alla prima edizione, mentre il connazionale Jean Delville divenne uno dei più assidui. Vi presero parte anche francesi come Alexandre Séon, autore di un celebre ritratto di Péladan, Armand Point, Alphonse Osbert ed Edmond Aman-Jean, e lo svizzero Ferdinand Hodler. Gustave Moreau e Pierre Puvis de Chavannes, che Péladan considerava maestri, rifiutarono invece di partecipare.

La musica ebbe un ruolo importante. Erik Satie, allora giovane pianista dei cabaret di Montmartre, fu per un breve periodo compositore ufficiale dell'ordine e scrisse le Sonneries de la Rose+Croix, brevi pezzi solenni dalle armonie immobili. Il rapporto finì presto con una rottura, e Satie fondò una propria chiesa di cui era, di fatto, l'unico membro.

Le stravaganze di Péladan, dai mantelli alla barba di foggia assira, attirarono l'ironia dei giornali, e i Salon chiusero nel 1897. Restano però un capitolo decisivo per capire il Simbolismo: raramente un movimento artistico si era presentato in modo così esplicito come impresa iniziatica, con un ordine, un rito e una dottrina. Molti degli artisti passati per quelle sale contribuirono poi alle ricerche spirituali del primo Novecento.

Pittura

Kandinsky e Lo spirituale nell'arte: teosofia, colori e suoni

Il libro del 1911, la teosofia, Forme-pensiero, il giallo come tromba e il blu come organo, il Cavaliere azzurro: le radici esoteriche dell'astrazione.

Pittura

Mantegna e la Camera degli Sposi: il cielo dipinto dei Gonzaga

L'oculo di sotto in su, la corte di Ludovico Gonzaga, i Cesari e i miti di Orfeo e Arione: simboli e illusioni della Camera picta di Mantova.

Architettura e scultura

Notre-Dame di Parigi e il portale alchemico: pietre, virtù e leggende

Il portale del Giudizio di Notre-Dame, la figura con la scala e i medaglioni delle virtù: storia, restauri e letture alchemiche della cattedrale.