Notre-Dame di Parigi e il portale alchemico: pietre, virtù e leggende
Il portale del Giudizio di Notre-Dame, la figura con la scala e i medaglioni delle virtù: storia, restauri e letture alchemiche della cattedrale.
Davanti al portale centrale di Notre-Dame, quello del Giudizio Universale, generazioni di curiosi hanno cercato qualcosa di diverso dalla teologia. Alla base del pilastro che divide le due porte siede una figura femminile con il capo tra le nuvole, uno scettro e due libri, uno aperto e uno chiuso. Appoggiata a lei sale una scala. Per la tradizione esoterica è l'Alchimia; per gli storici dell'arte è più probabilmente la Filosofia, regina delle arti.
Una cattedrale di molti secoli
La costruzione di Notre-Dame cominciò nel 1163, sotto il vescovo Maurice de Sully, e si protrasse per gran parte del Duecento. La facciata occidentale con i suoi tre portali fu realizzata nella prima metà del XIII secolo. Il portale centrale mostra Cristo giudice, la pesatura delle anime da parte dell'arcangelo Michele e la separazione tra eletti e dannati, secondo uno schema diffuso in tutta la Francia gotica.
Ciò che vediamo oggi, però, porta il segno profondo del restauro diretto da Eugène Viollet-le-Duc e Jean-Baptiste Lassus a partire dal 1844. Durante la Rivoluzione molte statue erano state abbattute o mutilate, comprese quelle dei re di Giuda nella galleria della facciata, scambiate per sovrani di Francia. Nell'Ottocento furono rifatte da scultori dell'epoca sulla base di disegni, frammenti e confronti con altre cattedrali. Ogni interpretazione deve quindi fare i conti con questa stratificazione di epoche.
La lettura di Fulcanelli
Nel 1926 Fulcanelli dedicò a Notre-Dame le pagine più celebri del suo Le Mystère des cathédrales. Nella figura con la scala vide la personificazione dell'arte ermetica: i due libri sarebbero la scienza essoterica e quella segreta, la scala i gradi dell'opera. Nei medaglioni sottostanti, dove i manuali medievali riconoscono le virtù e i vizi, egli lesse le operazioni del laboratorio: la calcinazione, la conservazione del fuoco, la fissazione del volatile.
Si tratta di una lettura personale e moderna, che nessuna fonte del Duecento conferma. Nei programmi gotici le virtù e i vizi compaiono spesso in coppie contrapposte, come la Fortezza e la Viltà o la Speranza e la Disperazione, ed erano pensati per l'istruzione morale dei fedeli. L'interpretazione di Fulcanelli ha avuto comunque un'enorme fortuna nel pensiero esoterico del Novecento, al punto che molti visitatori cercano ancora oggi la «figura dell'alchimia» prima di ogni altra.
Il corvo e il tesoro
Fulcanelli raccolse anche una leggenda legata al portale della Vergine: lo sguardo di un corvo scolpito indicherebbe il punto della chiesa in cui sarebbe nascosto un deposito prezioso. La tradizione collegava la cattedrale anche a Guglielmo d'Alvernia, vescovo di Parigi dal 1228 al 1249, che una diceria tarda faceva passare per alchimista. Sono racconti privi di riscontro documentario, nati come spesso accade attorno ai grandi edifici.
L'incendio del 15 aprile 2019 e la riapertura della cattedrale nel dicembre 2024 hanno riportato l'attenzione su ogni pietra di Notre-Dame. Guardare il portale centrale con gli occhi dello storico e con quelli del lettore di Fulcanelli significa vedere due cattedrali sovrapposte: quella dei costruttori medievali e quella dell'immaginazione moderna.