Castel del Monte e l'ottagono: geometria e leggende di Federico II
Otto lati, otto torri, otto sale per piano: storia documentata, simbolismo dell'ottagono e teorie fantasiose su Castel del Monte in Puglia.
Sulla sommità di una collina delle Murge, nel territorio di Andria, visibile da chilometri di distanza, si alza un castello che non somiglia a nessun altro. Ha la forma di un ottagono perfetto, con otto torri anch'esse ottagonali agli angoli e un cortile interno a otto lati. Su ciascuno dei due piani si susseguono otto sale trapezoidali, collegate da scale a chiocciola ricavate nelle torri. Castel del Monte, voluto dall'imperatore Federico II di Svevia, è da secoli uno dei monumenti più discussi del Medioevo europeo.
Che cosa dicono i documenti
Il documento più importante è un mandato del 29 gennaio 1240, con cui Federico ordinava di preparare i materiali per il castello presso la chiesa di Santa Maria del Monte. Non sappiamo con certezza se a quella data i lavori fossero appena iniziati o già avviati, né se il castello sia stato mai completato in ogni sua parte. Federico morì nel 1250 e non ci sono prove che vi abbia soggiornato a lungo.
La funzione dell'edificio resta incerta. Mancano fossati e strutture difensive tipiche delle fortezze, mentre sono presenti elementi raffinati come camini, sistemi per la raccolta dell'acqua piovana, portali in breccia corallina e marmi. Molti studiosi lo interpretano come una residenza di prestigio, forse legata alla caccia, passione dell'imperatore, che scrisse il trattato De arte venandi cum avibus sulla falconeria.
Il simbolo dell'ottagono
Nella tradizione cristiana l'otto è il numero della resurrezione e della vita nuova: Cristo risorge il giorno dopo il sabato, l'ottavo giorno. Per questo molti battisteri hanno pianta ottagonale. L'ottagono è anche la forma della Cappella Palatina di Aquisgrana, voluta da Carlo Magno, modello imperiale che Federico conosceva bene, essendo stato incoronato re in quella città nel 1215.
L'ottagono si colloca inoltre a metà tra il quadrato, simbolo della terra, e il cerchio, simbolo del cielo. Questa lettura, diffusa nel pensiero medievale, permette di vedere nel castello un'immagine del potere imperiale come mediatore tra l'ordine terreno e quello divino. Si tratta di un'interpretazione plausibile, coerente con l'ideologia di Federico, anche se non documentata da testi dell'epoca.
Teorie e fantasie
Attorno a Castel del Monte sono fiorite ipotesi di ogni genere: allineamenti astronomici con il sole dei solstizi, l'uso della sezione aurea, il legame con i Templari, perfino la custodia del Santo Graal. Alcune osservazioni sull'orientamento meritano attenzione, altre sono suggestioni prive di fondamento storico. La corte di Federico ospitava astrologi come Michele Scoto e traduttori di testi arabi, e questo ha favorito l'idea di un castello costruito come un calcolo segreto.
Iscritto nel patrimonio dell'UNESCO nel 1996 e raffigurato sulla moneta italiana da un centesimo di euro, Castel del Monte continua a sfidare chi lo visita. Nei secoli successivi a Federico fu usato anche come prigione e poi abbandonato, spogliato dei suoi marmi, prima che lo Stato italiano lo acquistasse nel 1876. La sua geometria è certa, il suo scopo no: proprio in questa distanza tra forma perfetta e funzione ignota nasce il fascino che lo circonda.