Harry Houdini: il re delle evasioni contro i falsi medium
Da Budapest ai palcoscenici di tutto il mondo: Houdini, le sue fughe impossibili, l'amicizia con Conan Doyle e la battaglia contro i medium fraudolenti.
Erik Weisz nacque a Budapest il 24 marzo 1874 e arrivò ancora bambino negli Stati Uniti con la famiglia, figlio di un rabbino di modeste condizioni. Da ragazzo lesse le memorie del prestigiatore francese Jean-Eugène Robert-Houdin e ne restò così colpito da adottarne il nome, aggiungendo una vocale: divenne così Harry Houdini. Pochi artisti del Novecento hanno incarnato come lui l'idea del mago moderno, capace di vincere catene, serrature e perfino l'acqua.
Le evasioni impossibili
Dopo anni di spettacoli modesti nei circhi e nei vaudeville, Houdini trovò la sua strada con i numeri di evasione. Si faceva ammanettare dalla polizia delle città in cui si esibiva e si liberava in pochi minuti; si faceva chiudere in casse, sacchi, bidoni del latte, camicie di forza. Molti suoi numeri si svolgevano all'aperto, come quando si liberava da una camicia di forza appeso a testa in giù dalla facciata di un palazzo, davanti a folle enormi.
Nel 1912 presentò il suo numero più famoso, la cella di tortura cinese ad acqua: una vasca di vetro e metallo in cui veniva calato a testa in giù, con i piedi bloccati. Houdini non pretendeva poteri soprannaturali e insisteva sul fatto che le sue imprese derivavano da allenamento, abilità e conoscenze tecniche. Ma il pubblico le viveva come prove di un'abilità quasi magica, e lui coltivava con cura questo mistero.
Robert-Houdin, maestro rinnegato
Nel 1908 Houdini pubblicò un libro intitolato The Unmasking of Robert-Houdin, in cui accusava il suo antico modello di essersi attribuito invenzioni altrui. Il volume, polemico e in parte ingiusto, mostra quanto Houdini fosse un collezionista appassionato di libri, manifesti e documenti sulla storia della magia. La sua biblioteca, una delle più importanti del settore, fu lasciata in gran parte alla Biblioteca del Congresso di Washington.
La crociata contro i medium
Negli anni Venti lo spiritismo conobbe una nuova stagione di successo, alimentata dal lutto della Grande guerra. Houdini, che aveva perso la madre nel 1913 e desiderava sinceramente comunicare con lei, partecipò a numerose sedute. Ne uscì convinto che i fenomeni fossero ottenuti con trucchi che, da illusionista, sapeva riconoscere. Da allora dedicò molte energie a smascherare i medium fraudolenti, con conferenze, articoli e dimostrazioni.
Questa battaglia incrinò la sua amicizia con Arthur Conan Doyle, il creatore di Sherlock Holmes, convinto spiritista. Durante una seduta del 1922 la moglie di Doyle sostenne di ricevere per scrittura automatica un messaggio dalla madre di Houdini, ma il testo era in inglese, lingua che la donna non parlava. Nel 1924 Houdini fece parte di una commissione della rivista Scientific American che esaminò la medium di Boston Mina Crandon, nota come Margery, e pubblicò il libro A Magician Among the Spirits.
Houdini morì a Detroit il 31 ottobre 1926, la notte di Halloween, per una peritonite. Con la moglie Bess aveva concordato un messaggio segreto che lei avrebbe dovuto riconoscere se egli fosse riuscito a comunicare dall'aldilà. Per anni Bess organizzò sedute nell'anniversario della morte, senza ricevere il segnale atteso, e la tradizione delle sedute per Houdini continua ancora oggi tra gli appassionati di magia, come omaggio più che come esperimento.