Marchio registrato Studio Esoterico CornelioArte OccultaUn sito dello Studio Esoterico Cornelio

Frankenstein e gli alchimisti: Mary Shelley e il moderno Prometeo

Agrippa, Paracelso e Alberto Magno nelle letture di Victor Frankenstein: il romanzo di Mary Shelley tra alchimia, galvanismo e mito di Prometeo.

Nell'estate del 1816, a Villa Diodati, sul lago di Ginevra, Lord Byron propose ai suoi ospiti di scrivere ciascuno una storia di fantasmi. Tra loro c'erano Percy Bysshe Shelley, il medico John Polidori e Mary Godwin, che non aveva ancora diciannove anni. Da quella sfida nacquero Il vampiro di Polidori e soprattutto Frankenstein, o il moderno Prometeo, pubblicato anonimo a Londra nel gennaio 1818.

Le letture proibite di Victor

Prima di diventare uno scienziato moderno, Victor Frankenstein è un ragazzo affascinato dagli antichi maestri dell'occulto. Racconta di aver scoperto per caso, in una locanda vicino a Thonon, un volume di Cornelio Agrippa, e di essersi poi immerso nelle opere di Paracelso e di Alberto Magno. Il padre liquida quei libri come robaccia, ma il giovane continua a sognare la pietra filosofale e l'elisir di lunga vita.

All'università di Ingolstadt il professor Krempe lo deride per aver perso tempo con autori ormai superati, mentre il professor Waldman gli mostra una via diversa: gli antichi promettevano l'impossibile senza ottenere nulla, i moderni ottengono risultati concreti. Victor unisce allora l'ambizione degli alchimisti ai metodi della chimica, e decide di scoprire il principio stesso della vita.

Galvanismo e scintilla vitale

Mary Shelley non descrive il procedimento con cui Victor anima la sua creatura, e lascia volutamente il momento nell'ombra. Nell'introduzione all'edizione del 1831 ricorda però le conversazioni di quell'estate sugli esperimenti attribuiti a Erasmus Darwin e sul galvanismo, cioè le ricerche sull'elettricità animale avviate da Luigi Galvani a Bologna alla fine del Settecento. La scintilla che dà vita al corpo è quindi un'idea scientifica dell'epoca, non un rito magico.

Il romanzo si colloca così su un confine. Da una parte c'è la tradizione ermetica dell'homunculus e della creazione artificiale; dall'altra la nuova fiducia nella scienza sperimentale. Victor appartiene a entrambi i mondi, e proprio per questo incarna il rischio di una conoscenza che non si interroga sulle proprie conseguenze.

Il mito di Prometeo

Il sottotitolo richiama Prometeo, il titano che secondo il mito greco rubò il fuoco agli dèi per donarlo agli uomini e fu punito da Zeus, e che in alcune versioni, come quella di Ovidio, plasmava gli esseri umani dall'argilla. Victor, come lui, sfida i limiti posti all'uomo e paga un prezzo terribile: la creatura, respinta da tutti, si vendica uccidendo il fratellino William, l'amico Clerval e la sposa Elizabeth.

La creatura stessa legge Il paradiso perduto di Milton e si paragona ad Adamo, ma anche a Satana, l'angelo caduto. Il rapporto tra creatore e creatura diventa così una riflessione sulla responsabilità: il vero orrore non sta nel corpo cucito, ma nell'abbandono di un essere che chiedeva soltanto di essere accolto.

Dal libro al mito moderno

Nel 1831 Mary Shelley pubblicò un'edizione riveduta, con una nuova introduzione in cui racconta la genesi del libro e la visione a occhi aperti che le avrebbe ispirato la scena centrale. Già negli anni Venti dell'Ottocento la storia passò sui palcoscenici inglesi, e nel Novecento il cinema ne fece uno dei miti più riconoscibili, spesso allontanandosi molto dal romanzo.

Frankenstein mostra come gli autori dell'occultismo rinascimentale abbiano continuato a vivere nell'immaginazione romantica. Agrippa e Paracelso non vi compaiono come maestri da seguire, ma come simboli di una sete di sapere che, separata dalla compassione, può trasformarsi in tragedia. La lezione di Mary Shelley riguarda ancora oggi il rapporto tra scienza, potere e responsabilità.

Letteratura

Apuleio e Le metamorfosi: l'asino d'oro e i misteri di Iside

Lucio trasformato in asino, la favola di Amore e Psiche e il libro XI dedicato a Iside: il romanzo di Apuleio come racconto di caduta e iniziazione.

Letteratura

E.T.A. Hoffmann e il fantastico: l'Uomo della sabbia e il vaso d'oro

Coppelius, l'automa Olimpia e la salamandra Lindhorst: i racconti di E.T.A. Hoffmann tra alchimia, spiriti elementari, doppi e il perturbante di Freud.

Architettura e scultura

La Rotonda di Palladio: una villa costruita come un'immagine del cosmo

Villa Almerico Capra, detta la Rotonda, è il capolavoro di Andrea Palladio a Vicenza: storia, proporzioni armoniche e simbolismo del cerchio nel quadrato.