E.T.A. Hoffmann e il fantastico: l'Uomo della sabbia e il vaso d'oro
Coppelius, l'automa Olimpia e la salamandra Lindhorst: i racconti di E.T.A. Hoffmann tra alchimia, spiriti elementari, doppi e il perturbante di Freud.
Ernst Theodor Amadeus Hoffmann, nato a Königsberg nel 1776 e morto a Berlino nel 1822, ebbe una vita divisa tra più mestieri. Fu giurista e funzionario prussiano, compositore, direttore d'orchestra, critico musicale e disegnatore. Per ammirazione verso Mozart sostituì il proprio terzo nome, Wilhelm, con Amadeus. Ma la fama gli venne soprattutto dai racconti, nei quali il soprannaturale irrompe nella vita quotidiana delle città tedesche.
Il vaso d'oro e gli spiriti elementari
Il vaso d'oro, pubblicato nel 1814 nella raccolta Pezzi di fantasia alla maniera di Callot, è una fiaba ambientata a Dresda. Lo studente Anselmo, goffo e sognatore, incontra tre serpentelli verdi e dorati tra i rami di un sambuco e si innamora di uno di loro, Serpentina. Il padre di lei, l'archivista Lindhorst, è in realtà una salamandra, uno spirito del fuoco esiliato dal regno di Atlantide.
Hoffmann attinge qui alla dottrina degli spiriti elementari, che risale agli scritti attribuiti a Paracelso e che era stata resa popolare nel Seicento dal Conte di Gabalis dell'abate di Montfaucon de Villars. Contro Lindhorst agisce una vecchia strega, che rappresenta le forze ostili. Anselmo, superate le prove, raggiunge con Serpentina la terra della poesia, mentre il narratore torna alla sua stanza.
L'Uomo della sabbia
Molto più cupo è L'Uomo della sabbia, del 1816, primo dei Racconti notturni. Lo studente Nathanael è perseguitato da un ricordo d'infanzia: l'avvocato Coppelius, che di notte conduceva con suo padre misteriosi esperimenti alchemici, e che il bambino identificava con il mago delle fiabe che ruba gli occhi ai fanciulli. Il padre era morto durante uno di quegli esperimenti, in un'esplosione.
Anni dopo, all'università, Nathanael crede di riconoscere Coppelius nell'ottico ambulante Coppola, che gli vende un cannocchiale. Attraverso quella lente si innamora di Olimpia, figlia del professor Spalanzani, senza capire che è un automa. Scoperta la verità, precipita nella follia, e alla fine si getta da una torre dopo aver visto ricomparire Coppelius tra la folla.
Freud e il perturbante
Nel 1919 Sigmund Freud dedicò all'Uomo della sabbia una parte importante del saggio Il perturbante. Vi descriveva quel particolare spavento che nasce quando qualcosa di familiare appare improvvisamente estraneo, come una bambola che sembra viva o un volto noto in un contesto sbagliato. Per Freud la paura di perdere gli occhi, nel racconto, rinviava ad angosce profonde dell'infanzia.
Hoffmann esplorò questi temi anche nel romanzo Gli elisir del diavolo, del 1815-1816, ispirato al Monaco di Lewis, dove il frate Medardo beve un liquido custodito tra le reliquie del convento e incontra il proprio doppio. Il motivo del sosia, che la cultura romantica tedesca chiamava Doppelgänger, diventa nella sua opera una vera ossessione narrativa.
L'influenza di Hoffmann fu vastissima. Jacques Offenbach ne fece il protagonista dell'opera I racconti di Hoffmann, rappresentata nel 1881, e Čajkovskij trasse il balletto Lo schiaccianoci da un suo racconto, attraverso l'adattamento di Alexandre Dumas. Gogol', Baudelaire e molti altri guardarono a lui come al maestro di un fantastico che nasce dall'interno della mente.