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Yeats e la Golden Dawn: il poeta irlandese nell'ordine ermetico

William Butler Yeats, la Teosofia, la Golden Dawn e A Vision: come la magia cerimoniale entrò nell'opera del poeta irlandese premio Nobel nel 1923.

Nel marzo del 1890 un giovane poeta irlandese venne iniziato a Londra nell'Ordine Ermetico della Golden Dawn. Si chiamava William Butler Yeats, aveva ventiquattro anni e avrebbe ricevuto il premio Nobel per la letteratura nel 1923. Per oltre trent'anni la ricerca esoterica fu per lui una disciplina seria e costante, che influenzò profondamente la sua idea della poesia, del simbolo e della storia.

Dalla Teosofia all'ordine ermetico

L'interesse di Yeats per l'occulto era nato a Dublino, dove nel 1885 aveva contribuito a fondare la Dublin Hermetic Society. Trasferitosi a Londra, frequentò Helena Petrovna Blavatsky e la Società Teosofica, ma i teosofi lo trovarono troppo incline alla sperimentazione e nel 1890 i suoi rapporti con la sezione esoterica si chiusero. In quello stesso periodo entrò nella Golden Dawn, fondata nel 1888 da William Wynn Westcott, Samuel Liddell MacGregor Mathers e William Robert Woodman.

Nell'ordine Yeats assunse il motto latino Demon est Deus inversus, «il demone è Dio rovesciato», e percorse i gradi previsti dal sistema iniziatico, studiando la cabala, i simboli dei tarocchi, l'astrologia e le corrispondenze tra elementi, colori e pianeti. Il lavoro sui simboli, che secondo l'ordine agivano sull'immaginazione, coincideva per lui con la ricerca poetica.

Le crisi dell'ordine

Intorno al 1900 la Golden Dawn attraversò una crisi profonda. I membri londinesi si ribellarono all'autorità di Mathers, che viveva a Parigi, e il conflitto culminò in uno scontro per il possesso della sede di Blythe Road, a cui partecipò anche il giovane Aleister Crowley, schierato con Mathers. Yeats, che aveva un ruolo di guida nel gruppo londinese, si trovò al centro della disputa.

Dopo la scissione l'ordine si frammentò in diversi gruppi, e Yeats rimase legato a uno di essi, la Stella Matutina, fino agli anni Venti. Per lui la magia non era un passatempo: nel saggio Magic, scritto nel 1901, dichiarò di credere che i confini delle menti individuali siano mobili e che le nostre memorie facciano parte di una grande memoria della natura.

A Vision e la scrittura automatica

Nell'ottobre del 1917, pochi giorni dopo il matrimonio, la moglie George Hyde-Lees cominciò a praticare la scrittura automatica. Per anni la coppia raccolse migliaia di pagine di comunicazioni, che Yeats attribuiva a istruttori spirituali e che rielaborò in un libro singolare, A Vision, pubblicato nel 1925 e poi in una versione profondamente rivista nel 1937.

L'opera propone una teoria ciclica della storia e della personalità, organizzata secondo le ventotto fasi della luna e un sistema di coni rotanti chiamati gyres. Molti lettori la considerano oscura, ma alcune delle poesie più celebri di Yeats, nate negli stessi anni, ne riprendono apertamente immagini, simboli e strutture di fondo.

La vicenda di Yeats mostra quanto la magia cerimoniale di fine Ottocento abbia inciso sulla cultura europea. Per il poeta irlandese i simboli della Golden Dawn non erano un repertorio di curiosità, ma un linguaggio capace di collegare l'immaginazione individuale alle grandi immagini della tradizione, e attraverso di esso costruì una delle opere più alte del suo secolo.

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