Erik Satie e i Rosacroce: il compositore dell'ordine di Péladan
Nel 1891 Erik Satie divenne compositore dell'ordine della Rosa+Croce cattolica di Joséphin Péladan: le Sonneries, la rottura e una chiesa tutta sua.
Prima di diventare il padre ironico delle avanguardie parigine, Erik Satie attraversò una stagione mistica tanto breve quanto singolare. Nato a Honfleur nel 1866 e trasferitosi presto a Parigi, il giovane pianista delle taverne di Montmartre divenne nel 1891 il compositore ufficiale di un ordine esoterico, la Rosa+Croce cattolica del Tempio e del Graal. Da quell'esperienza nacquero pagine sospese e solenni, che anticipano molte caratteristiche del suo stile maturo.
Il Sâr Péladan e il suo ordine
Il fondatore dell'ordine era Joséphin Péladan, scrittore e critico d'arte originario di Lione, che si faceva chiamare Sâr, un titolo ispirato ai re dell'antica Mesopotamia. Nel 1888 Péladan aveva partecipato con Stanislas de Guaita e Papus alla nascita dell'Ordine cabalistico della Rosa-Croce, ma nel 1891 se ne separò per fondare un ordine proprio, di orientamento cattolico ed estetico, destinato a promuovere un'arte idealista e spirituale.
La Rosa-Croce richiamava una tradizione che risale ai manifesti anonimi pubblicati in Germania nel primo Seicento, la Fama Fraternitatis del 1614 e la Confessio del 1615, che annunciavano l'esistenza di una confraternita segreta fondata da un leggendario Christian Rosenkreuz. Nell'Ottocento francese il nome era tornato in voga in vari circoli occultisti, ciascuno con la propria interpretazione.
I Salons de la Rose+Croix e le Sonneries
Nel marzo 1892 Péladan inaugurò alla galleria Durand-Ruel di Parigi il primo Salon de la Rose+Croix, una mostra di pittura e scultura simbolista finanziata dal conte Antoine de La Rochefoucauld. Il programma escludeva paesaggi, nature morte e scene di vita quotidiana, privilegiando miti, leggende, allegorie e soggetti religiosi. La serata inaugurale si aprì con musiche di Satie.
Le Sonneries de la Rose+Croix, tre brevi pezzi intitolati all'aria dell'Ordine, del Gran Maestro e del Gran Priore, sono costruite su successioni di accordi paralleli che non seguono le regole dell'armonia tradizionale. La musica non sviluppa temi, non cerca la tensione e la risoluzione: procede per blocchi immobili, come una liturgia sonora. Satie scrisse anche le musiche di scena per Le Fils des étoiles, un dramma di Péladan ambientato nell'antica Caldea.
La rottura e una chiesa personale
L'adesione durò poco. Nell'agosto 1892 Satie annunciò pubblicamente, con una lettera a un giornale parigino, di non essere più legato a Péladan. Pochi mesi dopo, nel 1893, fondò una propria istituzione religiosa, l'Église Métropolitaine d'Art de Jésus Conducteur, di cui era insieme fondatore, sacerdote e unico fedele. Da questa chiesa immaginaria emanava bollettini e anatemi contro i critici, con un tono a metà tra la devozione e la parodia.
Al periodo mistico appartengono anche le Danses gothiques del 1893 e il balletto Uspud, scritto con l'amico Contamine de Latour. In queste opere si riconoscono la staticità, la semplicità di scrittura e il gusto per i titoli enigmatici che Satie conserverà per tutta la vita. Le Gymnopédies del 1888, precedenti all'incontro con Péladan, mostrano che quell'inclinazione esisteva già.
La parentesi rosacrociana fu breve, ma non marginale. Insegnò a Satie che la musica poteva essere contemplazione anziché racconto, e questa idea, liberata dal suo contesto esoterico, avrebbe influenzato Debussy, Ravel e molti compositori del Novecento. Il minimalismo americano del secondo Novecento ha riconosciuto in quelle pagine immobili uno dei propri antenati, e le Sonneries vengono ancora eseguite nella loro versione per pianoforte.