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L'incubo di Füssli: il demone notturno che conquistò Londra

Il dipinto del 1781 di Johann Heinrich Füssli, oggi a Detroit: la mara del folklore, la cavalla tra le tende e la fortuna di un'icona romantica.

Quando nel 1782 la Royal Academy di Londra espose L'incubo di Johann Heinrich Füssli, il pubblico rimase colpito e diviso. Su un letto una giovane donna giace riversa, le braccia abbandonate verso il pavimento; sul suo petto siede un demone scuro e accovacciato, e tra le tende appare la testa di una cavalla dagli occhi bianchi. Il dipinto, datato 1781, è oggi al Detroit Institute of Arts ed è diventato un'icona del gusto romantico per l'irrazionale.

Un pittore svizzero a Londra

Füssli nacque a Zurigo nel 1741 e studiò inizialmente teologia, diventando pastore protestante. Costretto a lasciare la città dopo aver denunciato, insieme all'amico Johann Kaspar Lavater, un magistrato corrotto, si trasferì in Inghilterra, dove si fece chiamare Henry Fuseli. Incoraggiato dal pittore Joshua Reynolds a dedicarsi all'arte, trascorse otto anni a Roma, studiando Michelangelo e la statuaria antica.

Tornato a Londra, divenne una figura di spicco della cultura artistica: fu eletto accademico, insegnò pittura alla Royal Academy e ne fu custode fino alla morte, avvenuta nel 1825. Grande lettore di Shakespeare, Milton e Dante, preferì sempre soggetti letterari e visionari, lontani dal ritratto e dal paesaggio che dominavano il mercato inglese del suo tempo.

Il demone sul petto

Il soggetto dell'Incubo si radica in credenze popolari diffuse in tutta Europa. Nel folklore germanico e inglese la «mara» era uno spirito che di notte si sedeva sul petto dei dormienti, provocando un senso di oppressione e di soffocamento. Da questa figura deriva la parola inglese nightmare, che non ha nulla a che fare con la cavalla, in inglese mare, ma che Füssli sfruttò come gioco visivo inserendo l'animale nella scena.

La teologia medievale aveva parlato di incubi e succubi, demoni capaci di unirsi ai dormienti, mentre la medicina antica descriveva lo stesso fenomeno come un disturbo del sonno. Füssli non sceglie tra queste spiegazioni: rappresenta il sogno e il suo contenuto nello stesso spazio, come se lo spettatore vedesse insieme la dormiente e ciò che la tormenta. Questa ambiguità tra fisiologia e soprannaturale è uno dei motivi della sua forza.

Fortuna di un'immagine

Il successo fu immediato. Già nel 1783 l'incisore Thomas Burke ne trasse una stampa che circolò ampiamente, e Füssli stesso realizzò diverse altre versioni del soggetto, tra cui una conservata nella casa di Goethe a Francoforte. Il dipinto fu presto ripreso dai caricaturisti politici, che sostituivano alla dormiente re e ministri tormentati dai loro avversari.

Erasmus Darwin, nonno di Charles, dedicò all'immagine alcuni versi del suo poema The Botanic Garden, e gli autori del romanzo gotico vi trovarono un repertorio di atmosfere. Mary Wollstonecraft, madre della futura autrice di Frankenstein, fu legata a Füssli da un'intensa amicizia. Nel Novecento psicoanalisti e surrealisti vi riconobbero una rappresentazione precoce dell'inconscio e dei suoi fantasmi.

L'incubo segna il momento in cui la pittura europea comincia a esplorare non solo il mondo visibile, ma anche ciò che accade nella mente durante il sonno. Senza abbandonare il linguaggio classico appreso a Roma, Füssli aprì la strada a una lunga tradizione romantica e simbolista, mostrando che le antiche credenze sui demoni notturni potevano diventare materia per una nuova arte del sogno.

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